“Chi salva una vita salva il mondo intero.”

Come di consuetudine, nell’imminenza del Giorno della Memoria 2020, a scuola abbiamo riflettuto su una tragica pagina della storia dell’umanità quale è stata la Shoah. In particolare, abbiamo parlato della storia di Oskar Schindler, narrata da Steven Spielberg nel film “Schindler’s list”. Schindler era un imprenditore tedesco, iscritto al Partito Nazista, che osò beffare il regime, riuscendo a salvare dalla deportazione e dallo sterminio oltre 1100 ebrei polacchi, impiegandoli nella sua fabbrica di pentolame e proiettili a Cracovia. Grazie a lui queste persone non solo trovarono un impiego dignitoso, in un periodo storico in cui sarebbe stato per loro impossibile ma, soprattutto, non diventarono “numeri da smaltire” attraverso la cenere e il fumo dei camini…

Il titolo dell’articolo cita una frase contenuta nel Talmud, la quale afferma che ognuno di noi possiede un suo valore universale e che, di conseguenza, nella decisione di mettere in salvo un individuo si racchiude la volontà di liberare e difendere l’intera umanità dal processo di disumanizzazione, che è avvenuto e avviene ancora sotto i nostri occhi.

Oskar Schindler nel 1967 è stato proclamato Giusto Tra le Nazioni per aver salvato, come recita il Talmud, ben 1117 volte il mondo intero.
Morì nel 1974 e le sue spoglie riposano nel cimitero cattolico francescano di Gerusalemme.

I cosiddetti “ebrei di Schindler” ancora in vita e i loro discendenti sono tantissimi oggi, sparsi per tutto il mondo.

https://www.youtube.com/watch?v=BFP4dDheqHY