Coltiviamo la SPERANZA

Dagli inizi di Marzo la vita quotidiana di ogni singolo italiano è cambiata drasticamente. Le scuole sono chiuse, non si può uscire di casa tranne che per andare a fare la spesa e per le necessità primarie, i bar e i alcuni tipi di negozi sono stati obbligati a chiudere. Insomma la gente è stata messa in quarantena, SI DEVE RESTARE A CASA e rispettare rigorosamente le regole imposte dallo Stato.

Si può dire che viviamo una situazione con i suoi pro e i suoi contro. In questi giorni si sta riscoprendo il vero valore della famiglia, il piacere di mangiare tutti insieme, c’è chi scrive lasciando libera l’immaginazione, c’è chi legge volando con la fantasia e chi capisce veramente di amare qualcuno lontano, in questi momenti così strani e stranianti. Lì fuori, per le vie della città, ci sono ovviamente le persone che continuano a fare il loro lavoro per il bene di un intero Paese: le forze dell’ordine, l’esercito che ha iniziato a presidiare le strade per evitare il contagio, perché non c’è più spazio per tutti negli ospedali e la gente continua ad ammalarsi e purtroppo a morire; i medici e gli infermieri, che dopo lunghe ore di lavoro tornano a casa distrutti.

Questo periodo è pieno di contraddizioni, è un momento in cui si capisce l’importanza della salute e degli affetti veri, ma è anche un periodo nel quale le giornate ci sembrano tutte uguali, in cui il mondo sembra fermarsi e l’economia andare a picco.

Siamo in primavera, stagione che sembra non accorgersi della tragedia che si sta consumando e, mentre gli uomini sono reclusi nelle proprie case,  la NATURA, “madre di parto, ma di voler matrigna” come direbbe Leopardi,  continua il suo compito: i fiori continuano a sbocciare, le rondini iniziano a tornare e il cielo si colora di rosa e di blu, si fa buio sempre più tardi e la mattina le luci entrano presto dalle finestre socchiuse.

La nostra vita in questo momento è cambiata ma proviamo ad immaginare il giorno della “liberazione”. Immaginiamo tutti noi davanti alla tv ad ascoltare il Presidente del Consiglio che attraverso le reti unificate dà la notizia che l’emergenza è finita, che il virus è stato sconfitto e che gli italiani tutti insieme hanno vinto. Immaginiamoci quel giorno tutti per strada con le lacrime agli occhi, senza mascherine e guanti, abbracciati al nostro vicino come se fosse un fratello.  

M. Amoroso classe VA TURISMO